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Enciclopedia Menteviva Conoscere e aiutare la mente dalla  A alla Z

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Enciclopedia Menteviva

Un caso di fobia e ansia: programma di intervento anche con il T.A.I.

(elaborato  finale del corso di formazione sul Training Autogeno Inferiore con elementi di Imaging- 11/08)

 

a cura di:

dott.ssa Silvia Stella Veneziano Broccia (psicologa, conduttrice di T.A.)

dott.ssa Laura Governale (psicologa, psicoterapeuta, conduttrice di T.A.)

M. è un giovane uomo di 38 anni. A causa di alcune manifestazioni fobico-ansiose, tre anni fa ha intrapreso un percorso di psicoterapia individuale con un assetto di una seduta a settimana. L’ottica teorica con cui si conduce la psicoterapia è quella relazionale all’interno della matrice gruppoanalitica.

Vive con i genitori e non lavora stabilmente. Ha una specializzazione di grafico, ma non è riuscito a trovare un’occupazione nel settore. Soltanto da poco ha deciso di partecipare ad una selezione in un call-center della Wind, che si è risolta con un contratto trimestrale.

M. è una persona molto intelligente, arguta e ironica. Apparentemente non sembra una personalità così ansiosa come si descrive nei suoi momenti di panico. La prima fase della psicoterapia ha avuto il compito di rispondere alle domande di M. sulle cause della sua situazione attuale. Sono stati effettuati anche dei colloqui conoscitivi con i genitori. La madre è apparsa subito come una persona molto preoccupata e fragile, il padre come abbastanza severo e giudicante.

E’ proprio da quest’ultimo che hanno origine tutte le definizione che M. da di se stesso: senza spina dorsale, ameba, senza attributi, incapace, ecc.

Prima di iniziare il percorso attuale di psicoterapia ha frequentato un gruppo di training autogeno tradizionale. Lo ha praticato per un po’, ma poi lo ha messo da parte. Riferisce di avere riscontrato dei reali benefici tutte le volte in cui lo ha messo in pratica.

Da diversi anni assume una terapia farmacologia: antidepressivo e ansiolitico. Soltanto da poco si è avvicinato all’uso dei Fiori di Bach e dell’omeopatia, su consiglio della sua terapeuta.

L’elemento che angoscia M. è la solitudine. Tutte le volte in cui si percepisce solo, separato da una figura importante di riferimento, scatta in lui la paura di perdere il controllo. In passato arrivava a vomitare. I disturbi che riferisce durante il momento di ansia acuta sono: sudorazione, paura di dover svenire da un momento all’altro, accelerazione del respiro, claustrofobia (nel senso sia di dover lasciare luoghi che lo fanno sentire intrappolato, che in quello di dover uscire subito dalla situazione angosciante). Non ha invece nessuna contrazione muscolare o tachicardia.

M. non riesce a distogliere il pensiero su di sé, passando molta parte del suo tempo ad esaminarsi. È angosciato dal tempo cronologico che scorre e che lo vede in ritardo con la vita: non può andare a vivere da solo, sente costantemente il bisogno del contatto fisico con qualcuno, non riesce a buttarsi in una relazione sentimentale per paura di essere inadeguato e di dipendere eccessivamente dalla partner, non riesce a cercare lavoro fuori città per la paura di sentirsi totalmente solo. Dentro di sé è molto delegante: spera sempre che qualcuno si occupi di lui e non riesce mai a stare con la sua angoscia. Desidera solo che questa sparisca il prima possibile.

Spesso chiede di poter padroneggiare una tecnica che gli consenta di gestire i momenti critici e sente il bisogno di percepire la calma dentro di sé e quindi la possibilità di stare solo senza spaventarsi. Appare terrorizzato dalle incertezze della vita e vorrebbe poter tenere sempre tutto sotto controllo.

Si sposta prevalentemente in moto anche se ultimamente riesce ad usare la bici o a camminare a piedi. I lunghi tragitti che non hanno la possibilità di farlo tornare presto indietro, lo gettano nel panico ed è per questo, ad esempio, che M. fa fatica a percorrere l’autostrada e preferisce la statale. Nel momento in cui viene assalito dal panico il suo pensiero dominante è quello di tornare immediatamente a casa, al sicuro.

Ha difficoltà a ricordare i sogni. Descrive la sua attività onirica molto piena e confusa e rispecchiante le sue paure diurne. Non ha invece particolari difficoltà ad addormentarsi la notte. In un raro e recente sogno, l’immagine è quella di se stesso con i genitori in atteggiamento di riparo sotto una montagna-vulcano che getta pietre enormi infuocate.

Da sempre ha avuto un rapporto molto simbiotico con la madre e una rivalità costante con il padre.

Si propone un percorso di training autogeno con imagery da intercalare al percorso di psicoterapia.

  

PERCORSO DI TRAINING AUTOGENO         

Primo incontro:   esercizio della calma con imagery (immagino di essere nella stanza della calma e chiudo la finestra alle cose quotidiane)

Secondo incontro: esercizio della pesantezza con imagery (frase: morbido e sciolto/ immagine: suono del corpo che si lascia andare sprofondandosi su una superficie comoda o gli elastici allentati)

Terzo incontro: esercizio del calore con imagery  per la paura dello svenimento e la sudorazione (immagine: immaginare un fluido tiepido che viaggia nel corpo)

Quarto incontro: esercizio del cuore con imagery per lavorare sull’aspetto emozionale cioè (frase: il cuore batte calmo e rilassato/ immagine: immagino il cuore come un contenitore che si svuota delle emozioni negative e si riempie di un’emozione positiva che si distribuisce in tutto il corpo… amore, gioia, serenità)

Quinto incontro: esercizio del respiro con imagery per l’accelerazione del respiro (frase: respiro calmo e regolare/ immagine: lo stress come un peso sul torace che viene tolto)

Sesto incontro: esercizio del plesso solare con imagery per affrontare meglio la paura e l’angoscia per l’incertezza della vita, accettazione-rifiuto, sicurezza di sè (frase: ventre solido, sicuro di me, trattengo ciò che desidero e lascio andare ciò che non voglio/ immagine: sensazione di pieno e sicurezza che parte dal centro del ventre e si distribuisce nelle gambe)

Settimo incontro: esercizio della fronte con imagery  per il rimurginio sulla propria condizione (frase: fronte fresca, mente libera, pensieri leggeri/ immagini: una ventata fresca tra i capelli mentre si ha la testa all’ombra)

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