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Enciclopedia Menteviva

Gli eterni bambini

 

a cura della dott.ssa Marilena Giammaresi

Oggi basta guardarci intorno, per notare la vasta schiera di trentenni che sono costretti  a dover dipendere economicamente e psicologicamente dai genitori.

Questo è un dato a dir poco allarmante.

In passato vi erano dei momenti cruciali che permettevano al giovane di vivere  la transizione dalla fanciullezza, all’adolescenza e da quest’ultima al mondo degli adulti; paletti importanti a tal proposito erano rappresentati dal raggiungimento del diciottesimo anno di età, dall’ingresso nel mondo del lavoro e dall’assunzione di responsabilità familiari.

 Garelli (1984) ha messo poi in luce un’identità di giovani e di adolescenti che si sviluppa senza la tensione verso grandi obiettivi. Tuttavia questa generazione della vita quotidiana centrata su prospettive brevi o intermedie dell’esistenza avrebbe una sua modalità di adattamento realistico all’attuale complessità sociale.

È difficile per i precari essere autosufficienti: spesso anche quando fanno due lavori, a fine mese non hanno uno stipendio sufficiente.

Le conseguenze psicologiche sono notevoli, ne deriva una bassa considerazione di sé, il giovane comincia a convincersi, che i suoi sforzi sono vani, che pur impegnandosi non riuscirà a raggiungere il posto desiderato; questo determina un’impotenza appresa e di conseguenza una profezia che si auto avvera.

Il 40% dei precari in Italia è laureato: i giovani dopo la laurea sanno che per loro non c’è posto nel mondo del lavoro, ci si deve accontentare al massimo dopo estenuanti ricerche di ricoprire un posto come precario e al di sotto della loro preparazione.

Molti laureati si chiedono se forse non era meglio specializzarsi in un lavoro manuale, anziché perdere tanti inutili anni sui libri.

Alla delusione personale, si sommano le richieste dei genitori di voler vedere il figlio laureato ricoprire il proprio ruolo.

Esempio emblematico è il caso dei laureati in psicologia; un tempo dopo la discussione della laurea si poteva già lavorare, niente tirocini, ulteriori esami, oggi dopo il tirocinio non retribuito, bisogna dover superare l’esame di stato.

C’è chi decide di iscriversi in una scuola di psicoterapia, o formarsi ulteriormente ma ovviamente l’ingresso nel mondo del lavoro resta per molti una chimera.

Si rimane degli eterni bambini? Purtroppo si.  

Il cordone ombelicale viene rotto sempre più con difficoltà (Vegetti Finzi, 1992).

 È  difficile rendersi autonomi, mettere su famiglia se non si ha la certezza economica.

I giovani specie in Italia, sempre più tardi cominciano a pensare al matrimonio.

I dati demografici sottolineano “l’innalzarsi del limite di età oltre il quale si abbandona lo stato di figlio, per formare un nucleo familiare proprio” (Rampazi in Iori, 1999, p. 96). Basti pensare che Secondo i dati Istat, dal 1990 al 1998 in Italia “i giovani di 20-24 anni che vivono in famiglia sono passati dal 75,9% all’88,3%, quelli di 25-29 anni dal 39% al 59% e quelli di 30-34 anni dal 13,7% al 21,8%. Una vera e propria rivoluzione nell’arco di otto anni che riguarda sia i maschi che le femmine”.

È il fenomeno dell’”adolescenza lunga” ove i genitori funzionano come ambiente protettivo, tale da rendere difficile l’acquisizione di autonomia da parte di questi ultimi (Angela Maria Di Vita, Alessandra Salerno, 2005, p. 30).

Mammoni non sempre per scelta!, infatti questa situazione dilagante nel nostro paese, può determinare l’insorgenza di una patologia depressiva in soggetti predisposti, il non avere riconoscimenti, il vedere che ciò che si è sempre voluto raggiungere non arriva nemmeno dopo la laurea può portare il giovane nello sconforto più totale.

I conflitti intra-familiari aumentano, poiché per un genitore ormai pensionato diventa difficile farsi carico di tutte le spese familiari.

Oggi molte famiglie denunciano oltretutto  il fatto di non poter arrivare a fine mese,  a causa del carovita, lo stipendio degli Italiani è il più basso, ma siamo ai primi posti per la pressione fiscale.  Economisti e studiosi di tutto il mondo stanno cercando di affrontare questo problema di portata notevole.

In altri paesi come Cina e India la situazione è ben diversa, i giovani di questi paesi occupano spazi sempre maggiori sui mercati mondiali creando disoccupazione in occidente.

Emerge come i giovani adulti del nostro paese sentono il bisogno di essere maggiormente seguiti e indirizzati nel mondo del lavoro.

 

Riferimenti bibliografici   

OLIVERIO FERRARIS A. (2002), la ricerca dell’identità, Firenze, Giunti.

OLIVERIO FERRARIS A.;RUSTICELLI A. , ZACCARIELLO T. I senza domani, «Psicologia contemporanea», 199 78-79

ANGELA MARIA DI VITA, ALESSANDRA SALERNO (2005), la valutazione della famiglia, Milano, Franco Angeli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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