| |
a cura di
Marina Scaduto
Conduttrice di Training Autogeno
Di origine giapponese, lo shiatsu si
basa sui presupposti della medicina
tradizionale cinese, che vede l’uomo
nella sua totalità e interezza, come un
insieme indistinto di corpo , mente e
spirito. I cinesi erano attenti
osservatori della natura e dei suoi
fenomeni, anche negli aspetti più
sottili e nascosti, dai quali traevano i
loro insegnamenti; sapevano essere in
sintonia con essa seguendone i ritmi
senza contrastarla né porsi in
conflitto, ma soprattutto in ogni
fenomeno indagato consideravano la
totalità degli aspetti, in una visione
che oggi diremmo “olistica “ della
realtà. Da ciò nascono diverse filosofie
che si basano soprattutto sul concetto
di energia vitale “qi”, o “ki “ in
giapponese, la stessa energia che permea
l’universo e che è anche presente nel
corpo umano. Da qui il concetto di
salute intesa non come assenza di
malattia, ma come “equilibrio
energetico”, equilibrio del “ki”, e
quindi della necessità, in caso di
squilibrio, di intervenire anzitempo
prima che questa disarmonia conduca alla
vera e propia malattia.
L’ideogramma “shiatsu” è composto da due
termini: shi=dito, atsu=pressione,
pressione effettuata sul corpo. In
questi due termini è racchiusa l’essenza
di questa disciplina che si basa dunque
sul contatto e che vuole favorire il
naturale ritorno dell’uomo alla sua vera
natura. L’obiettivo dello shiatsu è
quello di ristabilire e mantenere
l’armonia del ki che circola
nell’individuo attraverso una serie di
canali chiamati “meridiani”. Quando il
Ki circola in modo armonioso, la persona
vive in uno stato di equilibrio fra
corpo, mente e spirito, e, quindi, in
uno stato di salute. Il trattamento
shiatsu ha lo scopo di riequilibrare i
flussi del ki e preservare lo stato di
salute della persona, attivando la
capacità di riequilibrio delle funzioni
vitali attraverso pressioni, stiramenti
e manovre di mobilizzazione, stimolando
così un processo di autoguarigione e di
superamento spontaneo dello stato di
disarmonia.
La pressione viene effettuata nei
cosiddetti “tsubo” o “punti di
pressione”, comunemente utilizzati
nell’agopuntura, punti molto importanti
che hanno la capacità, se stimolati
adeguatamente, di prevenire ed
eventualmente guarire determinati
disturbi della persona. Importante è che
la pressione venga effettuata
perpendicolarmente alla superficie
corporea del ricevente, senza la quale
può venire meno l’efficacia del
trattamento. Inoltre l’operatore deve
mantenere una postura corretta e
adeguata per evitare pressioni che
possano risultare fastidiose e dolorose;
sta quindi all’operatore capire dove e
con quanta intensità premere, attraverso
una diagnosi energetica che viene
effettuata prima del trattamento.
Un’altra caratteristica fondamentale
dello shiatsu è la comunicazione
silenziosa che avviene fra operatore e
ricevente. Tale è l’intensità del
rapporto che si crea tra i due, da aver
dato vita ad una definizione di shiatsu
che lo paragona a ciò che di più
naturale, sincero, curativo e puro possa
esistere e cioè “l’abbraccio della
madre” , ovvero a quel contatto
fondamentale che , per primo nella vita,
ci fa sentire nel contempo uno e parte
del tutto.
In definitiva lo shiatsu è uno strumento
utile per il benessere psicofisico della
persona e trova sempre più applicazioni
negli svariati campi della medicina e
delle varie discipline orientate alla
prevenzione. Dati gli ottimi risultati
che si ottengono, sin dai primi
trattamenti, in termini sia di
rilassamento che di migliore
concentrazione e miglior approccio alla
vita dell’individuo trattato, lo shiatsu
si sta sempre più diffondendo nel nostro
paese, rappresentando anche un ponte fra
le diverse culture, quella orientale e
quella occidentale, riducendo le
barriere che da sempre hanno creato
disfunzioni nella nostra società.
Ma lo shiatsu è molto di più…… è anche
un’arte….. é un |