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a cura della
dott.ssa Paola Purpura
L’Ansia da esame può essere definita una forma
particolare di ansia da prestazione, che induce inevitabilmente
reazioni fisiologiche e si manifesta come uno stato di apprensione in
tutte quelle situazioni in cui si è esposti al giudizio e alla
valutazione degli altri.
Alla base di questo stato ansiogeno vi sono due
fattori: primo, la paura del fallimento, che può logorare non solo gli
studenti meno preparati, ma anche e soprattutto quelli molto studiosi
e dotati intellettualmente, che però sono fragili dal punto di vista
emotivo: temono per esempio di deludere le aspettative dei propri
genitori, o di non riuscire a raggiungere i risultati più elevati;
secondo, la convinzione errata secondo cui la valutazione dei docenti
sia rivolta alle proprie capacità personali, anziché alla specifica
performance scolastica, con la conseguenza che un brutto voto
condurrà ad un sentimento di sfiducia nelle proprie capacità, nonché
ad un decremento del proprio grado di autostima positiva.
Tuttavia l’ansia, se presente nei soggetti, ad un
livello moderato, può addirittura essere positiva, poiché aumenta lo
stato di vigilanza e di attenzione; il problema si verifica quando
essa è presente a livelli eccessivi, tali per cui si ha una perdita di
controllo, che può verificare un declino della performance.
Le componenti fisiche e fisiologiche che maggiormente
accompagnano il disturbo risultano essere le seguenti: sudorazione,
emicrania, tachicardia, nausea, tremori, gastrite, diarrea, dolori
addominali, disturbi gastro-intestinali, secchezza delle labbra,
ipertensione arteriosa, sistema immunitario deficitario, insonnia
psicogena pre - esame, fame nervosa o chiusura d’appetito, oppressione
toracica, stipsi, tic, asma bronchiale, dermatiti e alopecia.
Le componenti psichiche, invece, più comuni sono: la
sensazione di vuoto, la sensazione di non riuscire a ricordare nulla,
la confusione mentale, l’abbassamento dell’autostima, la percezione di
non essere in grado di affrontare la situazione, la paura che il tempo
a disposizione non sia sufficiente a terminare la prova, la
sensazione di non riuscire a tenere in mente tutte le nozioni
acquisite, la paura di fare “scena muta”, l’eccessiva preoccupazione
di non riuscire ad esprimersi in maniera chiara, la percezione
pessimistica degli esiti della prova, il timore di non trovare le
parole giuste, ecc… .
Il Training Autogeno potrebbe essere una valida
soluzione per supportare la mente dello studente, in prossimità di un
esame, poiché garantirebbe un miglioramento delle prestazioni di
studio.
Dal punto di vista neurofisiologico la pratica del T.
A. consente di agire sulle manifestazioni psichiche e somatiche
dell'ansia, regolamentando le funzioni degli organi e degli apparati
controllati dal Sistema Nervoso Vegetativo nelle sue due componenti
Simpatica e Parasimpatica; ed è, pertanto, capace di influire su:
respirazione, circolazione del sangue e metabolismo, garantendo un
livello di recupero energetico immediato.
In ambito scolastico potrebbe consentire di: migliorare
l'atteggiamento verso l'apprendimento, la memoria, la capacità di
autocontrollo e di concentrazione, nonché la consapevolezza delle
proprie potenzialità; ridurre l’ansia da esame e lo stress emotivo;
incoraggiare il rinforzo dei propri obiettivi; produrre distensione,
favorendo il recupero delle energie sia fisiche che psichiche, e il
loro successivo impiego in maniera più produttiva; incrementare la
capacità immaginativa, la creatività, la capacità di cogliere analogie
e richiami, alcune delle cosiddette “abilità trasversali”, che la
Scuola ha il dovere di coltivare.
Inoltre, si configura estremamente importante durante
la preparazione ad un esame, e più in generale nel quotidiano, a
causa dei tempi stretti e frenetici della società in cui viviamo
oggi, concedersi degli spazi per “sganciare la spina” e non pensare
per un pò alla prova che si attende, pertanto dedicarsi circa venti
minuti al giorno al T. A. potrebbe costituire un buona pausa per
“rinnovarsi”.
L’ottica da cui muove tale considerazione, è quella
secondo cui fermarsi per alcuni istanti ad ascoltare “se stessi”
utilizzando il T.A., è di grande aiuto per vincere le proprie paure,
poiché consente: di acquisire maggiore consapevolezza dei propri
organi, e del loro funzionamento, riportandoli al loro “ritmo
naturale”; di raggiungere uno stato di benessere psico-fisico, in
grado di procurare piacevoli sensazioni; di creare un “contatto” con
noi stessi più profondo; e di ristrutturare i propri vissuti emotivi.
Il T.A. rivolto a studenti con ansia da esame, andrebbe
intrapreso almeno tre mesi prima dell’inizio degli esami, in maniera
tale che si abbia il tempo necessario per conoscere tutti gli effetti
salutari della pratica, nonché per riuscire a creare le associazioni
adeguate tra mente e corpo, tra immagini mentali e sensazioni
psico-fisiche che si intendono raggiungere, ed ottenere risultati
ottimali in tempi sempre più brevi e pur trovandosi in qualsiasi
luogo.
Esso si basa: sul principio del condizionamento
classico, elaborato dal fisiologo russo Pavlov, secondo cui attraverso
il ripetuto abbinamento con lo stimolo incondizionato, lo stimolo
neutro si trasforma in stimolo condizionato suscitando una risposta
condizionata, e quindi nel nostro caso specifico, la costante
ripetizione tra la formula emessa e lo stato mentale e fisico reale,
genera una modificazione nel repertorio fisiologico, fisico e psichico
della persona; e sul fenomeno ideomotorio, secondo cui l’elaborazione
di idee o immagini mentali, riesca da sola a produrre effetti
fisiologici concreti.
L’esercizio della calma, la cui esecuzione presuppone
l’assunzione di un atteggiamento di non-volontà da parte del soggetto,
offre la possibilità di liberare la mente da tutto ciò che ci afflige,
preparandoci al rilassamento; pertanto, è di fondamentale importanza
per lo studente che vuole raggiungere uno stato accettabile di
serenità.
L’esercizio della pesantezza, secondo, dopo quello
della calma, nella scala evolutiva a piramide degli esercizi di base
del T.A., è fondamentale poiché in grado di ridurre i disturbi
psico-somatici correlati a tensioni emotive o ad alti livelli di
stress, che si presentano negli studenti nel periodo antecedente agli
esami.
L’esercizio del calore, applicato nell’originario
metodo T.A. con il preciso obiettivo di aumentare la temperatura
corporea, a seguito dell’aumento dell’afflusso di sangue ai tessuti;
potrebbe anche essere sostituito con una sensazione di fresco,
secondo il moderno T.A., allo scopo di abbassare la temperatura
corporea, per esempio, in quei soggetti tendenti all’ipertensione
arteriosa in situazioni ansiogene. Il calore ha una funzione
importantissima ai fini di un esame orale, poiché consente al soggetto
di riscaldare la voce, donandole maggiore spontaneità e sicurezza.
L’esercizio del cuore, permette di agire su un muscolo
specifico, garantendo il raggiungimento di una regolare pulsazione e
puntando l’attenzione sulla sua capacità di funzionare in modo
involontario; tanto più al livello psichico, consente di imparare a
concentrarsi sulle proprie emozioni, cercando di allontanare quelle
negative, che stressano il battito cardiaco, ed enfatizzare quelle
positive, che mirano a dare maggiore sicurezza e serenità ad uno
studente ansioso o molto emotivo, che soffre di tachicardia psicogena
o di palpitazioni.
Il respiro è un esercizio molto utile, in quanto
consente la normalizzazione e il conseguimento di una cadenza
naturale e regolare degli atti respiratori in situazioni ansiogene e
una maggiore ossigenazione del sangue, nonché la stimolazione della
capacità di riconoscere le emozioni che influiscono di più sul nostro
stato psicologico, e della capacità di gestire con maggiore sicurezza
la voce, agevolando l’esposizione orale.
L’esercizio del plesso solare si configura quale punto
focale, poiché il ventre è il punto nevralgico in cui nella maggior
parte delle persone si assottigliano tensioni e ansie, che spesso
conducono a somatizzazioni, dolori muscolari, problemi intestinali o
digestivi; pertanto va eseguito allo scopo di riflettere sulle
emozioni negative che arrecano danno al nostro organismo,
rintracciando invece quelle positive che permettono il rilassamento
dei muscoli; e di diminuire la sensazione di vuoto allo stomaco, o di
dolore alla “bocca dello stomaco”,che possono interferire con la
performance del soggetto.
La Fronte fresca, è l’ultimo dei quattro esercizi
complementari del T.A., si rivela estremamente proficuo nello studente
che deve affrontare un esame, poiché permette di aumentare le proprie
capacità attentive e di concentrazione, attraverso l’associazione
della fronte fresca alla mente lucida, che conduce alla liberazione da
tutte le preoccupazioni e dalla sensazione di “sovraccarico
cognitivo”, e anche e soprattutto al recupero energetico delle proprie
risorse mentali. Nello specifico, dal punto di vista fisico, esso
attenua la percezione di calore che si concentra sulla fronte e sulle
tempia, donando una piacevole sensazione di freschezza, riduce
l’emicrania e la sensazione di pesantezza alla testa; mentre dal punto
di vista psichico può incrementare lo stato di vigilanza, riducendo
il numero di pensieri negativi, che tendono a distogliere il soggetto
dal suo esame.
J. H. Shultz parlava anche di formule supplementari,
volte per esempio al cambiamento dello stile di pensiero del soggetto;
esse, in vista di un esame, potrebbero essere rafforzanti, allo scopo
di rafforzare il proprio grado di autostima positiva, contenendo le
seguenti affermazioni: “Posso farcela e ci riuscirò”; e “Il voto
valuterà la mia prestazione, e non la mia intelligenza”; oppure
miranti a modificare il proprio stile attributivo, riconoscendo
l’impegno come causa principale degli eventi, cosicché sia il successo
che l’insuccesso scolastico siano percepiti positivamente dal
soggetto, con formule del tipo: “ Attraverso l’impegno posso
raggiungere i miei obiettivi”; o ancora per chi soffre di fobia
sociale, o comunque il suo problema è l’essere ascoltato da più
persone, l’ideale sarebbe produrre formule di indifferenza, come:
“Sono sereno, non mi importa degli ascoltatori presenti”.
I pensieri giocano un ruolo determinante nel suscitare
l’ansia, poiché essa dipende non tanto dalla situazione potenzialmente
negativa ma dal nostro modo di valutare la stessa sulla base dei
pensieri o dei belief disfunzionali (es. il pensiero di dover
essere capace in tutto e in qualsivoglia situazione) che abbiamo
appreso durante la nostra vita; pertanto, la possibilità di sviluppare
un dialogo interno positivo (es. “Cercherò di fare del mio meglio, poi
ne valuterò i risultati”; o “Cercherò di non deludere gli altri, ma se
ciò succedesse non sarebbe una tragedia”), attraverso le formule
supplementari del T.A., consente di far emergere la proficuità del
metodo.
Adottando il punto di vista secondo il quale la
riflessione sui propri processi mentali, favorisca e stimoli
l’apprendimento, sostengo che sia notevolmente utile per lo studente
compilare, al termine di ogni seduta, il protocollo del T.A. e le
griglie di valutazione, allo scopo di monitorare l’andamento evolutivo
del proprio percorso interiore, di poter visionare i progressi
compiuti giorno per giorno, e di avere alla fine un quadro esaustivo
della propria esperienza.
A tal proposito, evidenzierei, altresì, l’importanza di
proporre agli studenti, questionari di natura metacognitiva in
itinere, allo scopo di valutare il controllo che essi sono in grado di
esercitare sui propri processi di apprendimento nella fase di
acquisizione del T.A., e la loro capacità di riflessione su:
1.Le strategie utilizzate per elaborare le immagini
mentali ed ottenere il rilassamento;
2. Il proprio grado di preferenza relativo alle
immagini mentali;
3.Le specifiche difficoltà che si sono incontrate
nell’eseguire i singoli esercizi;
4.Le modalità attraverso le quali si è proceduto per
gestire e arginare tali difficoltà;
5.
Riflettere su quale aspetto della preparazione al T. A. andrebbe
migliorato.
In conclusione, sono del parere che la pratica del
Training Autogeno potrebbe consentire di rivolgere l’attenzione sui
numerosi fattori emotivi di personalità che inevitabilmente incidono
sulla performance scolastica degli studenti in particolare in
situazioni d’esame, e che, purtroppo, non sempre vengono presi in
considerazione.
L’aspirazione è quella di mirare direttamente al miglioramento del
benessere psicologico degli studenti, e indirettamente al
miglioramento della qualità della Scuola, che oggi ha un costante
bisogno di “rinnovarsi”, cercando il più possibile di stare al passo
con i cambiamenti evolutivi della nostra società, e in particolare con
le nuove tecniche psicologiche, come per esempio il T.A., che mirano
a garantire l’aumento della conoscenza e della stima di sé, la
gestione dello stress fisico ed emotivo, e in particolare il controllo
degli stati ansiogeni ed emozionali correlati alle situazioni che
implicano una valutazione da parte del docente.
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