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a cura della
dott.ssa Monica
Monaco
Cos'è il Training
Autogeno?
Spesso definita una tecnica di
rilassamento, il Training Autogeno rappresenta una tecnica di
addestramento al cambiamento psicofisico e di accesso al contatto
con se stessi, una risorsa immensa, che originariamente è stata
messa a punto dal neurologo di origine berlinese J.H. Schultz e che
è stata, in seguito, perfezionata da numerosi altri professionisti
della salute psicosomatica.
Le caratteristiche di questo
metodo risentono della formazione del suo ideatore, delle sue
esperienze nel campo dell’ipnosi e della sua esperienza di studio e
di confronto personale con la psicoanalisi freudiana. L’applicazione
degli esercizi determina, dopo la fase di addestramento, la capacità
appresa di ottenere dei benefici psicofisici immediati alla
ripetizione di “formule autogene” e l’effetto a lungo termine di
cambiamento dei processi psicofisici negativi.
Come cambiano
la mente e il corpo attraverso il Training Autogeno
Gran parte degli effetti
positivi che si possono ottenere attraverso il T.A. sono la
conseguenza di un apprendimento che segue i principi del
“condizionamento classico”.
Tale apprendimento può essere
ottenuto mediante la ripetizione di uno stimolo incondizionato (una
situazione rilassante) accompagnata dalla sperimentazione di una
risposta incondizionata (un vissuto fisico o psicologico positivo);
in tal modo si può generare quella che viene definita
“un’associazione condizionata” e quindi una “risposta psicofisica
condizionata” che, prima dell’allenamento autogeno, non poteva
essere prodotta istantaneamente pronunciando una frase.
Gli effetti a lungo termine sono legati a modificazioni positive e
durature che si producono con la costanza di questa nuova abitudine,
che rappresenta una vera e propria “vacanza dalle abitudini malsane”
per il Sistema Nervoso e per quello Endocrino.
Gli esercizi di base del T.A. sono 6 e, generalmente, seguono
l’esecuzione di un esercizio propedeutico conosciuto come “esercizio
della calma”; quest’ultima è, infatti, lo stato di base che consente
l’esecuzione dell’allenamento autogeno.
Gli
esercizi-base di training autogeno
Classicamente vengono distinti 6
ESERCIZI DI TRAINING AUTOGENO, 2 fondamentalei e 4 complementari.
Ogni esercizio del T.A. può
tornare utile per raggiungere determinati obiettivi psicologici e
fisici.
In assenza di uno stato iniziale
di calma, in cui si riesce a mettere da parte ogni preoccupazione e
ogni pensiero, non si possono sperimentare adeguatamente gli altri
esercizi. Pertanto, esiste anche un ESERCIZIO PROPEDEUTICO che mira
al raggiungimento della calma come primo obiettivo e che viene
definito esercizio della
calma. Esso è sempre molto utile per ottenere uno stato
generale di rilassamento e per gestire l'ansia generalizzata, aiuta
a raccogliere le energie che si disperdono verso l'esterno
(centripete) e consente, spesso già dai primi momenti, un contatto
interiore che spesso si esprime attraverso simboliche immagini e
sensazioni che esprimono aspetti e bisogni profondi di sé.
L’esercizio
della pesantezza è molto utile per ottenere uno stato
generale di rilassamento, a partire dal quale si possono eseguire
importanti esercizi di “Visualizzazione e di Imagery”; esso,
inoltre, è particolarmente utile per superare problemi psicofisici
legati a tensioni muscolari che derivano tensioni emotive, come nel
caso delle cefalee muscolo-tensive e di dolori e vertigini legate a
contrattura dei muscoli del collo.
L’esercizio del calore
può alleviare problemi circolatori, in tutti i casi in cui ci
sia un problema di ridotto afflusso del sangue alle estremità, aiuta
a riscaldare i muscoli e quindi aumenta lo stato di rilassamento
prodotto con l’esercizio della pesantezza.
Un esercizio molto suggestivo è
l' esercizio del cuore,
che consente di mettersi in contatto con il proprio ritmo di vita,
quello della parte del corpo che simbolicamente deputiamo alle
emozioni. Spesso difficile da eseguire inizialmente, soprattutto per
chi resiste al contatto e all'accettazione della propria vita
affettiva, è molto utile per chi somatizza le emozioni attraverso
problemi circolatori centrali, come la tachicardia, spesso presente
nelle crisi di panico.
L’esercizio
del respiro, oltre a produrre molti benefici generali
legati alla migliore ossigenazione del sangue e degli organi, è
molto importante per il simbolismo respiro=vita e pertanto è molto
utile in forme depressive e in situazioni di ansia dove sul respiro
vengono trasportate emozioni che innescano un circolo vizioso di
tipo "emozione negativa->apnea->emozioni di panico legate ad
ipoossigenazione".
L’esercizio
del plesso solare aiuta chi soffre di problemi
digestivi e l’esercizio della fronte fresca chi accumula sul capo il
peso delle preoccupazioni quotidiane.
L’esercizio
della fronte fresca aiuta a produrre, con l'esercizio,
una vasocostrizione cerebrale e può essere molto utile per prevenire
e ridurre il mal di testa che si accompagna ad una sensazione di
peso e calore alla testa, legato ad un sovraccarico di lavoro fisico
o mentale. Spesso la scomparsa di piccoli dolori e l'aumento di
energie, come dopo un piacevole riposo, sono alcuni dei primi
effetti che derivano dalle prime sedute di training autogeno.
I cambiamenti
psicosomatici prodotti dal Training Autogeno
Nell'esercizio del T.A., i cambiamenti prodotti a
livello psicologico sono strettamente connessi a quelli ottenuti a
livello fisiologico: gli esercizi ripetuti nel tempo, infatti,
equilibrano il Sistema Nervoso Vegetativo attraverso una messa a
riposo del Simpatico, il sottosistema responsabile di buona parte
delle attivazioni fisiologiche (aumento battito cardiaco, pressione
sanguigna, tono muscolare, ritmo respiratorio, blocco intestinale…)
Inoltre, con l’esercizio, i muscoli volontari, che influenzati
negativamente dalla nostra volontà possono essere sottoposti a
contratture protratte nel tempo, vengono gradualmente sottratti a
questo controllo negativo.
Anche il Sistema
Endocrino, che esercita un ruolo importante nel regolare
fisiologicamente l’umore, trae giovamento dall’allenamento autogeno,
in quanto esso consente di imparare a riversare meno adrenalina nel
sangue. Ciò aiuta a risentire meno degli effetti negativi associati
all’ingresso massiccio di questo neurotrasmettitore in circolo.
Ogni cambiamento prodotto si genera su uno sfondo di profondo
rilassamento psicofisico e di apprendimento del rispetto del proprio
corpo.
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