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a cura della
dott.ssa Monica
Monaco
APPLICAZIONI DEL TRAINING AUTOGENO:
IL T.A. E LO SPORT
Il Training Autogeno è un metodo di
cambiamento psicosomatico che ha trovato ampie applicazioni in
campo clinico, sia medico che psicologico, come aiuto alla cura
di numerose somatizzazioni e neurodistonie, quali tachicardie,
problemi respiratori e circolatori.
Numerosi esercizi supplementari
sono stati creati per essere applicati nella terapia delle fobie,
dell’ipocondria, delle balbuzie, dei problemi sessuali, delle
disassuefazioni da fumo, nonché per il controllo della fame nervosa
e per la psicoprofilassi al parto. Tutti nascono in relazione
all’importanza che questa tecnica assume per imparare a gestire
l’ansia attraverso gli esercizi che determinano la cosiddetta
“abreazione autogena”, ossia lo scarico dell’ansia dal corpo e dalla
mente.
E' chiaro che in casi in cui ci sia
una tendenza di personalità all’ansia (ansia di tratto) e a produrre
modificazioni fisiologiche negative, sarà necessario associare un
opportuno trattamento psicologico al T.A. Al contrario, i periodi di
stress e di ansia passeggeri, le prove che naturalmente portano con
loro un vissuto di attivazione psicofisica, possono essere meglio
gestite e superate imparando ad utilizzare in modo preventivo il
T.A.. E’ per questo che questo metodo ha trovato importanti
applicazioni nell’ambito dell’addestramento aziendale al lavoro e
nella psicologia dello sport.
Il training autogeno nello sport ha
fatto grande tesoro dell’esperienza del medico e atleta H. Lindemann,
che ha scoperto in prima persona le grandi potenzialità di questa
tecnica applicata in questo ambito. Si racconta che egli attraversò
in 72 giorni e 72 notti l’Oceano Atlantico su un canotto pieghevole,
sopportando fatiche e tempi durissimi grazie a tecniche di training
autogene adattate alle esigenze della traversata.
In seguito il T.A., utilizzato con regolarità nei momenti di
maggiore stress, si è mostrato utile nella gestione dell’ansia da
prestazione in numerosi sport, quali sci, canottaggio, atletica
leggera, calcio, rugby e numerosi altri in cui viene utilizzato
abitualmente.
Il suo utilizzo prima delle gare
ha prodotto risultati di miglioramento della concentrazione e di
diminuizione dell’ansia consentendo, anche in combinazione con
tecniche di visualizzazione positiva, di migliorare le prestazioni
atletiche.
Nel Judo e nelle arti marziali, sport che richiedono grande
concentrazione ed energia, il Training Autogeno rappresenta un
momento importante di preparazione mentale che consente di
sopportare meglio i disagi di un’attività protratta nel tempo e
carica di tensione.
Dopo ogni allenamento,
qualche esercizio di base può diventare una buona abitudine per
completare la preparazione psicofisica e per consentire un rapido
recupero di energie; quest’ultimo infatti consente anche di
affrontare periodi in cui è necessario ridurre le ore di sonno.
Infine, va ricordato che lo “smorzamento della risonanza emotiva”
che viene stimolato dalla pratica degli esercizi pre-gara, aiuta la
mente di un atleta a raggiungere uno stato di allentamento delle
tensioni, consentendo di canalizzare le proprie emozioni verso
l’obiettivo del risultato della gara.
Per imparare le tecniche di
Training Autogeno ci si può avvalere di un Mental Trainer
esperto in questa tecnica o ancora ci si può affidare ad uno
psicologo che conosca questo metodo e le sue applicazioni nello
sport.
Le tecniche, in quest’ultimo caso, possono essere personalizzate in
base alle caratteristiche di personalità dell’atleta e alle sue
specifiche esigenze psicofisiche.
Il tempo iniziale di
apprendimento degli esercizi di base è di 3 mesi, con sedute che
hanno una cadenza di 1 volta alla settimana e che vanno ripetute da
soli quotidianamente per alcuni minuti. Al termine dell’allenamento
preparatorio, il rilassamento potrà essere ottenuto in modo autonomo
dall’atleta anche in piedi, seduti su un gradino a bordo campo o su
una panchina nello spogliatoio.
ESERCIZIO DI TRAINING AUTOGENO DA
UTILIZZARE NEL JUDO
Un esercizio di base del T.A. che
può essere utilizzato nel Judo è “l’esercizio della calma”.
Questo esercizio può essere eseguito meglio dopo “l’esercizio del
respiro” e può essere la base per delle semplici “visualizzazioni
di momenti atletici positivi”.
Potete provare ad eseguire questo
esercizio al termine di ogni allenamento se lo condividete con il
vostro gruppo, oppure in un momento tranquillo della vostra
giornata.
Esso richiede 5 minuti circa.
L’importante è la quotidianità e la
tranquillità delle condizioni iniziali in cui viene ripetuto.
Pertanto rendete l’ambiente tranquillo e, se preferite, utilizzate
un sottofondo musicale di suoni della natura o di musica classica,
con un volume molto basso.
1° FASE: (RICERCA POSIZIONE COMODA)
Potete eseguire l’esercizio distesi supini o semplicemente seduti su
una poltrona. Eseguite piccoli movimenti di aggiustamento ascoltando
le richieste del vostro corpo, fino a riuscire a trovare una
posizione molto comoda che vi consenta un profondo rilassamento.
2° FASE: (CHIUSURA OCCHI)
Chiudete gli occhi naturalmente dopo qualche respiro.
3° FASE: (ESERCIZIO DEL RESPIRO)
Concentrare la vostra attenzione sul respiro e lasciate che segua il
suo ritmo naturale, lasciate che il respiro lentamente non risenta
delle tensioni e dei pensieri quotidiani. Inspirate con il naso ed
espirate con la bocca. Quando sentite di aver trovato la sensazione
che il respiro sia naturale e libero da ogni condizionamento,
ripetete, per 6 volte, la formula “RESPIRA IN ME”, concentrandovi
sul vostro respiro come un processo naturale, passivo, che va da sé,
senza che voi dobbiate fare niente per modificarlo.
4° FASE: (ESERCIZIO DELLA CALMA)
Dopo una serie di respiri liberi
dai condizionamenti negativi quotidiani, sarete predisposti
favorevolmente all’ “esercizio della calma”. Esso consiste nel
raggiungimento di una condizione di serenità, che si basa sulla
“messa in parentesi” del quotidiano, sulla capacità di concentrarvi
su voi e su nient’altro, sulla capacità di lasciare fuori tutto il
resto del mondo, per dedicare questo momento a voi stessi, al vostro
corpo e alla vostra mente. Quando siete riusciti a raggiungere
questa capacità di liberare il pensiero, rinforzate la vostra
sensazione ripetendo 6 volte la formula “IO SONO CALMO E DISTESO”,
avendo cura di ascoltare ogni sfumatura della sensazione fisica e
psichica di calma che state sperimentando.
5° FASE: (ESERCIZIO DI
VISUALIZZAZIONE)
A questo punto è possibile utilizzare positivamente le capacità di
visualizzazione, eseguendo un esercizio che non è di training
autogeno, ma in cui il T.A. rappresenta una base adeguata. Provate a
IMMAGINARE VOI STESSI MENTRE ESEGUITE UNA TECNICA CHE VI RIESCE
BENE, immaginatevi mentre eseguite ogni momento della sequenza
motoria con calma ma con decisione e sicurezza, immaginate di
rallentare per qualche istante la scena come in una moviola e poi di
tornare ad eseguire la tecnica con un movimento normale. Guardate la
scena prima come se vedeste un film, dall’esterno, e poi dalla parte
del protagonista. Ascoltate la sensazione che potete provare con la
visualizzazione, ascoltate la calma e la lucidità con cui si può
eseguire una tecnica e memorizzatela, affinché possa essere
trasportata lentamente nell’allenamento reale.
6° FASE: (USCITA DAL RILASSAMENTO)
Ora lentamente portate la vostra attenzione sempre di più alla
stanza in cui vi trovate, immaginate gli oggetti dove li avete
lasciati quando avete chiuso gli occhi, immaginate la superficie su
cui siete seduti, ascoltate i suoni e i rumori intorno e,
lentamente, fate un bel respiro e riaprite gli occhi.
7° FASE: (ESERCIZI DELLA RIPRESA)
Se sentite un torpore legato al rilassamento, consideratelo segno
della riuscita dell’esercizio e del rallentamento di gran parte
delle funzioni corporee, che vengono messe a riposo per ricaricarsi.
Pertanto può esser utile eseguire alcuni esercizi finali che servono
a ritornare a normali ritmi fisiologici. Potete aprire e chiudere i
pugni, flettere lentamente le braccia respirando, ruotare i piedi e
scuotere le gambe.
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